Neïl Beloufa Hangar Milano - Alain Chivilò | Eventi Culturali | Art Musa
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Neïl Beloufa Hangar Milano

di Alain Chivilò

© Alain Chivilò

 

Pittura, collage, nuovi materiali, scultura, installazioni, video, digital sono tutti principali mezzi espressivi in Arte. Le generazioni, più o meno nuove, si ritrovano all’interno di queste per chi decide di frequentare l’Accademia o percorsi alternativi. Proprio per quest’ultimi, in base alle facoltà, esistono dei corsi in cui è possibile esplorare maggiormente l’interazione artistica lungo svariate interdisciplinarità. Spesso, coloro i quali preferiscono “sperimentare” si ritrovano maggiormente in quest’ottica piuttosto che nella precedente.
Se si riesce a capire e valutare senza indifferenze di sorta tale approccio, diventa possibile comprendere maggiormente le nuove ricerche espressive.
La personale di Neïl Beloufa presso il Pirelli Hangar Bicocca di Milano, si muove lungo nuove interazioni di ricerca tra concetto, messaggio e fruizione finale.
Classe 1985, l’artista Franco-Algerino espone fino al 9/1/2022 la sua prima in un luogo istituzionale italiano. “Digital Mourning”, titolo della mostra, traccia infiniti disamine toccando temi quali la connettività digitale, la mancanza di vita reale, la comunicazione e il dialogo. Tutte esplorazioni fatte di simulazioni per probabili e improbabili realtà.
Beloufa nel percorso espositivo ci immerge in luci, suoni e immagini per mezzo di sincronizzazioni visive tra spegnimento e accensione dei mezzi multimediali, determinando molteplici percezioni coreografiche, grazie a immersive installazioni concepite attraverso sculture, video, lungometraggi e opere tecnologicamente composte, sempre utili a generare interazione e riflessione.
Mentalmente il visitatore si trova, percettivamente, a confrontarsi in differenti sfumature cui subiamo, viviamo e assistiamo nel e dal web, televisione, politica, cronaca e informazione all’interno di relazioni, supposizioni, dialoghi e fattori virtuali.
Neïl Beloufa pone la sua disamina come “editor”, assemblando elettronicamente una realtà da lui scomposta e sezionata restituendola in nuove ma sempre interpretabili visioni. Dunque, un concetto artistico che rimane, nei secoli, immutato ma cambia solamente nel medium ideativo e creativo.
Beloufa pone a tutti noi, in sintesi, infinite disamine ripercorrendo la tesi del sociologo canadese Herbert Marshall McLuhan all’interno della quale “la nuova interdipendenza elettronica ricrea il mondo a immagine di un villaggio globale”.

di Alain Chivilò