La Galleria del Futurismo - Alain Chivilò | Eventi Culturali | Art Musa
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La Galleria del Futurismo

di Alain Chivilò

© Alain Chivilò


Lungo una decade le percezioni e i concetti di un allestimento, all’interno di un museo, devono mantenere alto il livello d’interesse del visitatore. L’attuale evoluzione della società rende tutto “superato” in poco tempo, nel bene o nel male di questa tendenza, pertanto la direzione deve pensare a migliorie e rinnovamenti lungo gli anni.
In quest’ottica, la Galleria del Futurismo si presenta dal 1 Ottobre 2021 completamente rinnovata sia negli spazi che nel percorso espositivo.
Partendo dalla comunicazione e dalle note ufficiali, la nuova Galleria del Futurismo è stata interamente ridisegnata, arrivando a definire nuovi parametri nel dialogo tra le opere e lo spazio della Sala delle Colonne, fortemente connotata dalla fisionomia architettonica dell’Arengario. Sono stati eliminati i tramezzi in corian ed è scomparsa la tappezzeria alle pareti, sostituita da un luminoso grigio chiaro.
Se nell’allestimento del 2010 era infatti esplicita la volontà di leggere i capolavori del Primo Novecento all’interno di spazi intimi, che rimandavano agli interni delle case borghesi, nel nuovo riallestimento la Sala riacquista la propria vocazione monumentale, grazie al sistema allestitivo e illuminotecnico a cura di Italo Rota con Alessandro Pedretti. Il nuovo sistema di illuminazione innovativo, che abbina una luce diffusa ad accenti puntuali sulle singole opere, è stato realizzato da Artemide appositamente per il Museo del Novecento.
La saletta all’ingresso, precedentemente dedicata alle avanguardie europee del Primo Novecento, è trasformata in uno spazio aperto che introduce la poetica futurista grazie all’esposizione di Manifesti Futuristi – fondamentale strumento di diffusione delle idee e della grafica futuriste – e di importanti lavori su carta di Antonio Sant’Elia e Giacomo Balla. Una videoinstallazione rimanda inoltre al clima sperimentale dei primi trent’anni del Novecento, con importanti estratti di cinema futurista e d’avanguardia.
La Galleria segue due racconti paralleli: mentre la parete principale testimonia con indiscussi capolavori le sperimentazioni pittoriche degli artisti intorno ai temi tipici da loro prediletti – i soggetti di vita urbana, la bellezza del movimento e della macchina, l’entusiasmo patriottico – le opere dell’altra parete, negli spazi tra le colonne, raccontano la pittura e la scultura futuriste attraverso soggetti tradizionali come la figura e la natura morta. La sala si chiude con il celebre bronzo boccioniano “Forme uniche della continuità nello spazio” (1913) che sfida i limiti di pesantezza e staticità della materia attraverso la celebrazione del moto che si estende dal corpo nudo in cammino allo spazio che lo contiene.
Il nuovo racconto del Museo del Novecento non finisce qui: almeno due capitoli di fondamentale importanza saranno scritti nel prossimo futuro. Nel 2022 grazie al comodato della Collezione Gianni Mattioli, la maggiore collezione privata di arte italiana futurista al mondo, torneranno a dialogare tra loro le opere della raccolta Canavese, già di Fedele Azari, quelle della collezione Jucker e, appunto, i dipinti di Mattioli, rendendo la già ricca Galleria del Futurismo la più importante esposizione di arte italiana del primo Novecento a livello internazionale.
Buona visita e buona visione.

Museo del Novecento
Piazza Duomo 8, Milano
Biglietti: Intero € 10,00 – Ridotto € 8,00
Orari: martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 10.00 alle 19.30 giovedì dalle 10.00 alle 22.30

di Alain Chivilò