Il Corpo contemporaneo - Alain Chivilò | Eventi Culturali | Art Musa
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Il Corpo contemporaneo

di Alain Chivilò

© Alain Chivilò


Attraverso una mostra collettiva internazionale focalizzata a trattare tematiche contemporanee complesse, si potrà o meglio diventa possibile determinare una riflessione nei mesi tra l’autunno e l’inverno milanese 2021-2022. Nella visita, ognuno andrà a determinare personali considerazioni con soluzioni parziali, totali oppure inconcludenti. Il tema del Corpo ha una narrazione e un approfondimento lungo vie infinite, poiché la nostra collettività non possiede determinatezze, ma spesso vive in  modelli posti, precostituiti e celebrati non corrispondenti alla stessa.
Tutto appare e si determina in una galassia che prende il nome di Media, circoscrivendo un mondo trasversale composto da infiniti contenuti. Lo schermo assume il ruolo di imputato virtuale per una realtà creata dall’essere umano, perché essa stessa è fonte di mondi alternanti divisi tra l’obbligatorietà di essere in un certo senso “patinati” e l’essere per vivere la quotidianità: il primo è sempre presente e decantato, mentre il secondo viene inserito e valorizzato solo nei momenti di criticità. Positivamente o negativamente, nell’istante in cui il mezzo televisivo o comunicativo vada a determinare, codificare, permettere una sorta di trend, esso stesso entra nella dicitura di “non plus ultra”, creando una linea di confine tra chi “è/esiste” o viceversa “in/out”.
Ergo, corpi televisivi e corpi mediatici hanno mutato nel corso dei decenni la loro stessa percezione, per un’influenza che tende a minare l’individualità favorendo così modelli o riferimenti molto spesso fuorvianti. Un sistema inserito e voluto attraverso possibili forme di “arroganza” che, inevitabilmente, stridono nei confronti della realtà. Le tematiche e le problematiche qui poste, come potete ben capire, sono complesse e neppure un seminario di giorni o una rubrica di qualche ora potrebbero entrambe fornire alcune chiavi di lettura certe.
Questo preambolo ha permesso di inquadrare la varietà tematica che la mostra “Corpus Domini. Dal corpo glorioso alle rovine dell’anima”, a cura di Francesca Alfano Miglietti, cerca di focalizzare e porre all’attenzione del visitatore.
Trentaquattro artisti in cento e undici opere tracciano un iter espositivo a Milano, Palazzo Reale, fino al 30/1/2022 lungo disegni, dipinti, fotografie, sculture, installazioni atte a testimoniare transizioni artistiche e sociali.
Attraverso incessanti antitesi il corpo è posto sul banco in molteplici variazioni: dal corpo di valori al corpo contemporaneo, dal corpo individuale al corpo della moltitudine, dal corpo vero al corpo dello spettacolo, dal corpo pensante e dialogante al corpo lobbistico, dal corpo reale fino a quello perfetto e patinato.
Pertanto, un corpo che cambia per simbiosi costanti e continue nei confronti del mezzo televisivo e dei media.
Ogni interpretazione artistica si dipana all’interno di continue sinestesie come risposta o domanda a nuovi sentimenti e approcci della società.
In sintesi, ulteriori argomentazioni vengono lasciate alla sensibilità di chi si pone innanzi a questa collettiva di artisti internazionali, gravitando però all’interno di un concetto posto nel 1978 dal filosofo francese Jean Baudrillard, che evidenziò e documentò una “sostituzione del sangue con la linfa bianca dei media”. Buona visione.

La mostra “Corpus Domini” presenta opere di:
AES+F, Janine Antoni, Yael Bartana, Zharko Basheski, Joseph Beuys, Christian Boltanski, Vlassis Caniaris, Chen Zhen, John DeAndrea, Gino de Dominicis, Carole A. Feuerman, Franko B, Robert Gober, Antony Gormley, Duane Hanson, Alfredo Jaar, Kimsooja, Joseph Kosuth, Charles LeDray, Robert Longo, Urs Lüthi, Ibrahim Mahama, Fabio Mauri, Oscar Muñoz, Gina Pane, Marc Quinn, Carol Rama, Michal Rovner, Andres Serrano, Chiharu Shiota, Marc Sijan, Dayanita Singh, Sun Yuan & Peng Yu, Gavin Turk.

di Alain Chivilò