Al Centre Pompidou tra 2021 e 2022 - Alain Chivilò | Eventi Culturali | Art Musa
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Al Centre Pompidou tra 2021 e 2022

di Alain Chivilò
© Alain Chivilò


Un breve e veloce sguardo alle mostre programmate al Centre Pompidou di Parigi tra 2021 e 2022.

Georgia O’Keeffe
8 settembre – 6 dicembre 2021
Galleria 2, livello 6

La più importante mostra dedicata alla pittrice americana Georgia O’Keeffe in Francia. Dal 8/9 al 6/12/2021, circa cento opere, tra disegni, dipinti e foto permettono di comprendere il suo approccio artistico.
Una retrospettiva dedicata a Georgia O’keeffe (15/11/1887 Sun Prairie, Wisconsin – 6/3/1986 Santa Fe, New Mexico) dalle prime vertigini “cosmiche” ispirate all’immensità delle pianure texane (1910), ai paesaggi urbani e paesaggi rurali dello Stato di New York (anni ’20/’30), fino al New Mexico dove si stabilì definitivamente dopo il 1945.


Ettore Sottsass, L’oggetto magico
13 ottobre 2021 – 3 gennaio 2022
Galleria 3, livello 1

Una collezione unica di importanti pezzi storici del designer italiano Ettore Sottsass (1917-2007), dagli anni ’40 fino agli anni ’80. Più di 400 opere (disegni, dipinti, oggetti di design), 500 fotografie e 200 documenti originali dagli archivi della biblioteca Kandinsky, sottolineano tutte le componenti creative del lavoro di Sottsass.
Pittura, scultura, letteratura, avanguardie moderne e architettura radicale sono tutte esposte cronologicamente.
Ettore Sottsass Jr. (Innsbruck, 14/9/1917 – Milano, 31/12/2007) ha affermato: “Ho sempre pensato che il design inizia dove finiscono i processi razionali e inizia la magia”.


“Baselitz. Retrospettiva”
20 ottobre 2021 – 7 marzo 2022
Galleria 1, livello 6

“Baselitz – Retrospettiva”: sei decenni di creazioni lungo un percorso storico che mette in luce i periodi chiave del lavoro dell’artista.
Hans-Georg Kern (23/1/1938, Deutschbaselitz, Sassonia, Germania), ha scritto: “Sono nato in mezzo a un ordine distrutto, in un paesaggio di rovine, un popolo in rovina, una società in rovina. E non volevo stabilire un nuovo ordine. Avevo visto più che abbastanza dei cosiddetti ordini. Ho dovuto mettere in discussione tutto, ho dovuto tornare ad essere ingenuo, ricominciare da capo. Non ho né la sensibilità né l’educazione o la filosofia dei manieristi italiani. Ma sono manierista nel senso che deformo le cose. Sono brutale, ingenuo e gotico”.

di Alain Chivilò