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Selinunte | Parco Archeologico di Selinunte | Sicilia | Archeologia | Turismo | Travel | Sicily
Selinunte fu una Polis il cui destino si determinò tra Grecia, Sicilia e Roma. Fondata tra il 650 e il 628 a. C. dai coloni della città di Megara Hyblaea (area di Augusta, Sicilia orientale) condotti da Pammilos prese il nome da - Selinòn – foglie d’apio, un prezzemolo selvatico lungo il fiume Modione. Tra il 628 e il 420 a. C. Selinunte prosperò grazie ai buoni rapporti commerciali e politici con Grecia e Cartagine. L’urbanistica si sviluppò con templi, acropoli e Santuario della Malophoros. Inoltre fu fondata la subcolonia di Heraclia Minoa. La Magna Grecia non è però un’isola dove tutto si muove nel rispetto e nella sinergia e di conseguenza Selinunte entrò in contrasto con Segesta, Polis maggiormente astuta pervasa da mitologici rimandi.
Tra il 413 e il 409 a. C. l’inizio della fine. Lo scontro tra Segesta (coalazione Atene, Cartagine) e Selinunte (coalizione Akragas, Siracusa, Gela) e quello definitivo del 409 con la vittoria di Annibale che devastò la Polis. Sebbene nel III Selinunte cercò di rientrare in gioco sfruttando l’alleanza con Siracusa e il tiranno Dionisio, l’operazione di allontanare i Cartaginesi dall’area di Marsala (Lilibeo) rimase in stallo e portò a un accordo di pace che fece entrare Selinunte stessa nel dominio Cartaginese.
Iniziò il così chiamato periodo Punico, spostando l’asse della vecchia Polis verso il mare. La conclusione storica della città era però vicina. Selinunte come altre Polis visse tra fortune e sfortune e proprio quest’ultime, III e II secolo a. C. durante la prima guerra punica nel tentativo di liberarsi dai Cartaginesi fu ritenuta proprio da quest’ultimi non strategica pertanto fu lasciata alla distruzione totale degli stessi Romani, chiudendo definitivamente la storia della città.

Voce narrante Alain. Foto di Alain Chivilò.


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